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domenica 26 gennaio 2020

CAMMINARE, LA MIGLIORE DELLE MEDICINE


(“ Se cercate idee creative, andate a piedi. Gli angeli sussurrano a un uomo, quando va a fare una passeggiata”. Raymond I. Myers)

Camminare aiuta il pensiero. 
Lasciarsi guidare dai propri passi, meglio ancora se senza meta, conduce la mente a un altrove che diviene scoperta.
Come diceva Nietzsche, “tutti i più grandi pensieri sono concepiti mentre si cammina” e Ippocrate scrive che“camminare è la migliore medicina”, un fondo di verità ci sarà pure.
Di certo è capitato a molti di sentirsi meglio, fisicamente e mentalmente, dopo una camminata, ma a cosa è dovuta esattamente questa sensazione di benessere? 
Anche 15-30 minuti possono apportare benefici significativi, ma l'aspetto più positivo del camminare è che può essere fatto da chiunque, ovunque, senza attrezzature specifiche, a qualunque età, purché lo sforzo fisico sia adeguato alle proprie condizioni.
Prendiamo un attimo le distanze dagli aspetti pù filosofici, che non tutti potrebbero condividere, per addentrarci un attimo negli aspetti meramente fisici del camminare. 
Vediamo ora cosa accade al nostro corpo quando camminiamo un po' ogni giorno.
FISIOLOGIA DEL PIEDE
Pensiamo un attimo alla fisiologia dei nostri piedi.
Com’è strutturata una parte fondamentale del corpo? A contatto con il suolo vi è una parte carnosa, ricca di vasi sanguigni.
Ogni volta che appoggiamo a terra un piede, il peso del corpo comprime i tessuti carnosi e costringe il sangue a salire verso l’alto, verso il cuore. 
Questa attività s’accentua quando camminiamo, tanto più se il nostro è un camminare veloce, quello che in USA è definito fast walking.
Il flusso ematico accelera e ogni parte del corpo, organi interni e muscoli, viene irrorata di sangue in modo maggiore del solito, le ghiandole, organi fondamentali, quali lìipofisi, il pancreas, il timo, la tiroide, le paratiroidi e le ghiandole surrenali, iniziano a secernere ormoni in dosaggi maggiori del normale sfruttando il rilascio diretto nel sangue per diffonderli laddove sia richiesto. 
Ecco perchè si usa dire che una bella camminata ci rende in un certo qual modo drogati: drogati in maniera naturale, fisiologica!
Camminare è una medicina, soprattutto per alcuni disturbi mentali, quali la depressione: è stato osservato che questo tipo di attività fisica è in grado di ridurre notevolmente gli effetti negativi della depressione, ma agisce anche sul semplice malumore o stress: se siete stanchi ed esausti, concedervi una camminata vi rimetterà in forze!
La camminata è un'attività a basso impatto fisico; significa che non provoca i classici dolori muscolari il giorno successivo alla pratica. Inoltre, è stato visto che 10.000 passi al giorno equivalgono a un allenamento in palestra, soprattutto se parte di essi vengono percorsi in salita.  
Si calcola che 30 minuti di camminata giornaliera riducano del 30% la possibilità di sviluppare cancro al colon, questo perché camminare regolarizza l'attività INTESTINALE e ne intensifica i movimenti.
E’ anche un'attività aerobica che aumenta il flusso di ossigeno nel sangue e aumenta il lavoro a carico dei POLMONI: camminare, infatti, induce a compiere respiri più lunghi e profondi, migliorando così anche l'eliminazione di tossine ed elementi di scarto dei processi vitali.
Può sembrare incredibile, ma è stato visto che la camminata è un esercizio molto più efficace della corsa nella prevenzione del  DIABETE di tipo 2. Chi è a rischio, per condizioni fisiche di sovrappeso o per cause genetiche, dovrebbe camminare molto spesso, stando a quanto emerge da uno studio. In particolare, la camminata ha aumentato di 6 volte la tolleranza al glucosio (ovvero il suo assorbimento da parte delle cellule) rispetto a quanto accadeva in corridori professionisti.
Stando a quanto afferma l'Associazione Americana del Cuore, quando si tratta di benefici al CUORE,  la camminata non è meno efficace della corsa: entrambe riducono la possibilità di avere un infarto o altre complicanze cardiache. Camminare, infatti, migliora la circolazione sanguigna, diminuisce il livello di colesterolo ed abbassa la pressione arteriosa.
È difficile credere che GLI OCCHI  siano collegati alle gambe, ma è così: camminare abbassa la pressione dell'occhio, riducendo così la possibilità di sviluppare il glaucoma.
Secondo uno studio, le attività aerobiche a basso impatto, come la camminata, prevengono lo sviluppo di forme di DEMENZA tra cui l'Alzheimer, e migliorano in generale la salute mentale. 
Camminare riduce lo stress e mantiene alto il livello di endorfine.
Molte persone sono costrette ad abbandonare l'attività fisica preferita a causa dei persistenti dolori alla schiena: sapete che la camminata, invece, è un toccasana per la SCHIENA ? Migliora la postura, la flessibilità della colonna vertebrale e il flusso sanguigno.
Il NORDIC WALKING, ovvero camminare con i bastoncini.
Nato in Finlandia come preparazione estiva per i fondisti di sci,da alcuni anni si è diffuso un po’ ovunque. In Italia i praticanti di questo particolare modo di camminare, rispettando una ben precisa tecnica, sono circa mezzo milione. E’ un’attività sportiva che fa bene alla circolazione , migliora la postura della schiena e tonifica i muscoli. Ma non solo: impugnando correttamente i bastoncini, che hanno una manopola un po’ differente da quelli usati nel trekking, Il segreto per ottenere il massimo beneficio è usare i bastoncini, alternativamente è ovvio, per spingere e non per appoggiarsi, coinvolgendo il maggior numero possibile di muscoli. L’ideale sarebbe di frequentare un corso specifico tenuto da istruttori qualificati. Esistono però nel we,, così come per quasi ogni altra attività umana, dei tutorial che possono quanto meno fornire gli elementi fondamentali di questa tecnica ed evitare gli errori più frequenti.
Il Nordic walking può essere praticato ovunque e su qualunque genere di terreno: terra battuta, asfalto, cemento, sabbia o erba, quindi in città,  sulle spiagge, in montagna, sui sentieri, ma non con troppa pendenza, o diviene trekking. L’ideale sarebbe che l’inclinazione fosse fra il 4 e l’8 %, dichiarano gli istruttori.
PER QUEL CHE MI RIGUARDA.
Personalmente, è tutta la vita che cammino. Figlio e nipote di alpini, mio nonno era nell’ARMIR e chi ne sa di alpini e di eventi bellici, sa di che parlo, e si salvò dai ghiacci delle pianure del Don  grazie ai suoi piedi, anche se per farlo dovette sacrificare alcune dita dei piedi.
Ho camminato in quattro continenti, percorrendo, credo, qualche migliaio di chilometri.
A 60 anni sperimentavo i sentieri del CAMMINO DI SANTIAGO, camminando fino a 40 chilometri in un giorno (in media 25) per molti giorni di seguito.  In tale, particolare situazione, potei sperimentare l’impressionante capacità del nostro organismo di adattarsi alle “condizioni ambientali” Se all’inizio, nonostante un discreto allenamento delle settimane antecedenti, i muscoli accusavano uno sforzo così lungo con irrigidimenti serali e anche un diffuso, seppur sopportabile dolore dovuto all’acido lattico: sarebbe servita una massaggiatrice thai ma non ne disponevo, purtroppo (!).
Giorno dopo giorno,  la resistenza alla fatica migliorava progressivamente, considerate anche che portavo in spalla uno zaino da dieci chili, e nel contempo si riduceva la percezione dello sforzo fisico, in tal modo aumentando il piacere del camminare.
Verso la fine del Cammino,  si può dire che la fatica avesse lasciato spazio solo al piacere e arrivavo a sera in condizioni talmente buone da poter tranquillamente uscire a cena nelle posadas con qualche occasionale compagno di sentiero.
Approfitto dell’occasione per consigliare caldamente uno dei Cammini di Santiago (sono quasi una dozzina, a secondo del Paese di partenza) a chiunque potesse essere interessato a vivere analoga esperienza.
Si tratta di qualcosa che è perfino difficile descrivere, tanto è complesso l’insieme di emozioni e sensazioni che essa ci trasmette. Si tratta di un’esperienza che ci cambia per sempre.
Per questo non è esagerato dire che la persona che arriva a destinazione non è più, in realtà la stessa che partì, settimane prima.
Inutile dire che sono a disposizione, per ciò che posso, di chiunque avesse domande in proposito. Esistono siti molto completi, sui vari Cammini verso Santiago de Compostela.
Mi sento di consigliare, primo fra tutti, quello di un caro amico, Luciano Callegari di Sarzana, che dei Cammini è un esperto conoscitore per averli percorsi più e più volte. Il suo sito si chiama www.Pellegrinando.it. Al suo interno troverete, ben ordinati su vare sezioni a tendina,  ogni genere di indicazioni utili riguardo a : equipaggiamento, percorsi e consigli specifici su ogni aspetto del viaggio e della sua preparazione. Sono presenti anche tanti diari di chi il Cammino lo ha già percorso e ha voluto condividerlo con altri, in un ideale, prezioso passaggio del testimone.
Vorrei anche consigliare la lettura del libro (non l’unico) di un carissimo amico, guida ambientale esperta e qualificata, con il quale ho fatto molto trekking. Si tratta di “ Il manuale del camminare lento” di Alessandro Vergari. E’ un piccolo ma eccezionale e godibilissimo libro, che fra poesia esistenziale e realtà pratica, ci apre una finestra sul mondo del camminare.

Buona lettura e…buon camminare.

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