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domenica 26 gennaio 2020

POPPI, PERLA DEL CASENTINO.

“ Pupium agri Clusentini caput” , sta scritto nell’affresco del Vasari in Palazzo Vecchio a Firenze.
E’ una Toscana diversa: il Casentino, terra di Castelli e pievi romaniche, di luoghi danteschi, eremi e terracotte robbiane, dove ancora più forte  è l’impronta del medioevo.

Se di là nella Toscana del giglio c’è un eleganza fiorentina, geometrica, armonica, rinascimentale, da questa parte, dove l’Arno si apre la strada in mezzo ai monti dell’Appennino, verso i confini di Romagna, tutto è più fosco, più feudale, più boscoso e più mistico. 
A  10 km, stretta in una valle che è regno di faggi che sembran pietra serena, castagni  e abeti e dove cervi e caprioli brucano nei prati di case vacanze ora sbarrate, è Camaldoli, sulla bella strada  per Bagno, SantaSofia e Forlì. 
Non lontano, sorge anche l’Eremo della Verna, fondato da Francesco, futuro santo, che qui ricevette le stigmate. 
Recuperato all’abbandono nel dopoguerra da una tenace suora laica, Chiara, che conobbi  nel corso di un mio cammino sulle orme del Santo, gode di una vista straordinaria e vi si respira aria fine, misticismo serenità. 
Andateci e vi sentirete dei privilegiati.

Ma torniamo a Poppi.
Alta sul colle e cinta di mura, a sbarrare la parte più settentrionale della valle dell’Arno, Poppi è uno dei tanti gioielli della Toscana ma non per questo meno prezioso. 
Fuori stagione potete tentare di arrivare in auto  e parcheggiare al colmo del borgo, sul Pratello , proprio davanti a Castello Guidi del 1100. 
“Prototipo” di Palazzo Vecchio in Firenze, è uno dei monumenti più visitati dell’intera provincia di Arezzo e in più occasioni ospito anche Dante. 
Al suo interno, la biblioteca Rilliana che conserva 25.000 volumi antichi tra manoscritti ed incunaboli, il salone delle feste, la salita fino alla cima della torre e la cappella  affrescata dei Conti. 
Al Pratello si svolgevano i tornei cavallereschi e oggi vi sorge un monumentale cedro del Libano, accanto all’ottimo ristorante Casentino. 
Da lì scendete a piedi per le sue stradine acciottolate.  
In pochi istanti arrivate a un trivio e vi trovate davanti l’oratorio della Madonna del Morbo, elegante tempietto del 17mo secolo eretto per devozione e gratitudine dai superstiti di un’epidemia. 
Siete al centro del paese dove inizia Via Cavour che vi consiglio di percorrere tutta. 
State sulla sede stradale, per apprezzare i  portici dalle eleganti colonnine, alcune delle quali di epoca tardo romana, che ancora reggono travi in quercia scuriti dai secoli.  
Nei pressi dell’oratorio, un paio di bar offrono un’eccellente focaccia da accompagnare con un calice di rosso locale, magari un Morellino o un Morellone di quelli che recenti iniziative stanno recuperando all’oblío.

Ci troviamo tra Firenze e Arezzo, quasi a confine con la Romagna, segnato anche dal monte Falterona che svetta alle nostre spalle con i suoi quasi 1700 metri d’altezza, fitto dei boschi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Esse un tempo coprivano un territorio immenso e che ancora oggi costituiscono un luogo di straordinaria bellezza naturalistica.  

Per secoli,  la vallata rappresentó un agevole passaggio di grande importanza strategica fra nord e sud per uomini e merci. 
Di questo si resero presto conto, in epoca medievale, i Guidi. 
Si trattava di una famiglia che può esser definita alquanto formidabile e unica sotto vari aspetti. 
Stabilitasi in una terra lontana dalla loro di origine, riuscì a costruire castelli sparsi non soltanto in tutto il Casentino (molti dei quali sono tuttora visitabili), ma in tutta la parte settentrionale dell'Italia. 
Leggenda racconta che la famiglia Guidi fosse addirittura capace di inviare messaggi da Poppi ai confini con la Francia in meno di 8 ore, attraverso un sistema ingegnoso che faceva uso di luci (fuoco) e specchi. 

Affacciato al ponte levatoio, ho sotto gran parte del Casentino. 
La temperatura è mite, il sole illumina la valle e davanti  a me splende la pietra del Castello di Romena e dei suoi potenti bastioni. 

Alto, fra radi riccioli bianchi gira in larghi cerchi un.  falco. 
Le ali sfrangiate sembrano mani aperte sul territorio con fare di possesso.
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AREE DI SOSTA CAMPER NELL’AREA DEL CASENTINO  E DEL PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE CASENTINESI
 In tutta l’area vi sono numerose aree di sosta camper. Tavoloni e panche,  in tutte,  in alcune anche  carico e scarico e griglie per cucinare. Si prega di informarsi (anche nel web) delle regole da rispettare nell’accendere fuochi liberi. 

AREA FANGACCI,  Santa Sofia (Forlì). Punto di partenza per una  piacevole camminata al Rifugio Le Fontanelle,  a mt. 1399.

AREA CAMPIGNA,  N43°51’34” E11°44’40”
AREA PRATOVECCHIO (AR),  vicino a Stia,  nei pressi di Via Uffenheim. Area non grande,  può accogliere circa 10 camper.

AREA CAMPER  COMUNALE LA CROCINA,  Poppi,   fra la SP65 e viale dei Pini. Area grande e comoda,  abbastanza silenziosa. 

AREA CAMPER PARK AND GRILL,  sulla  SP67 in località Moggiona.

CAMPEGGI:
Camping LA PINETA,  via di Camaldolese 33,  località Le Farnie 52014,  0575529082-3476792579
Camping Camaldoli,  SP124 dell’Eremo N°2,  Camaldoli. 0575556202
Camping  Falterona,  Loc. Montalto,  52017 Stia (AR) 0575582360

Camping La Verna. Boungalow,  piazzole per tende caravan e camper. Aperto da Pasqua a ottobre,  si trova vicino ad Arezzo,  a tanti borghi e anche  a 2 km di sentiero dall’eremo-santuario della Verna. Loc. Vezzano ,  Chiusi della Verna,  0575532121,  info@campinglaverna.it

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