“La libertà non è una cosa che si possa dare.
La libertà, uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuol’esserlo.”
(J.Baldwin, "Nessuno sa il mio nome")
Venerdì pomeriggio. Tornare dall'ufficio e in pochi minuti decidere di partire.
Puoi, se hai un camper.
Subito pensi alle cose da controllare.
Pensi alla cambusa, ma non è poi così importante: la spesa la puoi fare anche in viaggio.
Acqua ne hai, gasolio pure e con venti litri di propano cucini per sei mesi e nelle stagioni intermedie puoi scaldare a lungo.
Metti a bordo le carte geografiche e il navigatore satellitare, stampi qualcosa da internet su luoghi di sosta e campeggi, vestiti pochi, tanto non vai a galà nè alla prima della Scala.
La moglie è già pronta, un vero fulmine…ah, sì, mancano i libri: come si fa a vivere senza libri?
Una corsa nello studio e arraffi un po’ di volumi, qualche dvd e vecchie cassette che non ricordi più.
Questo è l'unico uso che facciamo dello schermo, perchè non abbiamo voluto installare alcuna antenna: la tv la guardiamo poco anche a casa e quando siamo in vacanza preferiamo staccare davvero, specie con le catastrofiche notizie che di solito ci propina. Eppoi ci sono i libri, quelli che magari non sei ancora riuscito a leggere a casa per mancanza di tempo.
Via! Sempre senza programmi precisi, solamente una destinazione di massima, il desiderio di andartene in giro. Nessun bisogno di correre, tanto la vacanza, breve o lunga che sia, inizia quando chiudi dietro di te il cancello bianco con le punte azzurre del nostro passo carraio, azzurre come i cieli che ti troverai davanti.
Via! Allarghi le braccia sul volante, orizzontale e comodo come quello di un camion, sbirci i led e i pulsanti della centralina elettronica di bordo: tutto regolare.
Mentre casa tua scompare dietro la prima curva e ti domandi se armadietti e frigo sono ben chiusi, sullo stereo gira una compilation mozartiana.
Via! Passi il casello, l'autostrada si apre davanti a te sui limpidi gorgheggi di un'aria dal Don Giovanni.
Pensi che hai quasi mille chilometri di autonomia-gasolio e tempo, tempo davanti a te, la migliore compagnia per condividerlo e tutta la libertà necessaria per andare ovunque, fermarsi dove è meglio e solo quando lo si desidera. Il ristorante è con te, ma lo deciderai tu se approfittare, invece, delle tante proposte che la strada offre.
Libertà. Prima che attorno a te la devi sentire dentro, fin nei visceri, dove le emozioni maturano e prendono corpo, dopo esser nate altrove.
Libertà. La respiri nei polmoni, te ne riempi la testa, la stringi tra le mani, la senti tua.
Senza mediazioni, senza limiti che non siano il desiderio di fermarsi, uno scorcio di natura, la voglia di esser parte di ciò che ti circonda.
Per un'ora o per una settimana, e dove prima c'era un lembo di prato o asfalto hai un ristorante e una camera da letto, libri da leggere e film.
Anche una doccia, se ti va.
Seguendo sempre il naso e una regola imprescindibile:
se ti piace ti fermi, se non ti piace prosegui.
Buon camperismo a tutti, da Alberto, ambassador traveller di Camperisti Italiani, irrimediabilmente viaggiatore, curioso sempre.
Di vedere, imparare, capire.
Perchè gli orizzonti non sono mai abbastanza ampi.
Non credete?
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